«Come disgusta il linguaggio retorico patriottardo del radicalume»: Carlo Rosselli, Giustizia e Libertà, et le quotidien radical «L'OEuvre»
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Questo saggio - estratto ed adattato da una tesi dottorale in corso di redazione - approfondisce i rapporti intercorsi durante gli anni Trenta tra il movimento antifascista italiano Giustizia e Libertà (GL) ed il quotidiano francese di tendenza radicale, «L’OEuvre». Questo giornale vicino agli ambienti governativi d’oltralpe s’interessò, in effetti, ad alcune delle iniziative più clamorose portate avanti dagli antifascisti italiani in esilio; in particolar modo, diversi articoli furono consacrati ai vari tentativi di voli antifascisti - i giudizi furono benevolenti o critici, a seconda degli autori e delle contingenze politiche. Dal canto loro, i dirigenti giellisti si rivelarono particolarmente reattivi nel partecipare, e talvolta nell’iniziare, dibattiti e polemiche sulle colonne di questa pubblicazione; l’obiettivo di tali interventi consisteva quasi sempre nella sensibilizzazione del lettorato democratico e progressista francese circa la politica interna ed estera del governo italiano. Tale proselitismo presso la stampa straniera era particolarmente sintomatico dell’approccio «attivista» di Carlo Rosselli, il capo carismatico di GL; questa strategia teneva conto dei caratteri totalitari del regime mussoliniano, allargando la lotta antifascista al terreno dell’informazione e della cultura.



