Résonances de la bête: il volto umano dell'animalità nel XVIII secolo
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资源简介:
Nel contesto dell'Illuminismo, mentre si consolidano i diritti dell'uomo e si ridefiniscono i criteri di appartenenza alla comunità politica, l'animale non umano emerge come una figura teoricamente ambigua, al tempo stesso marginale e strutturalmente necessaria, attraverso cui la modernità riflette criticamente su sé stessa. La capacità di soffrire, più che la razionalità, si impone progressivamente come nodo concettuale ed emotivo decisivo, mettendo in crisi la netta separazione cartesiana tra uomo e animale e aprendo uno spazio di interrogazione morale che non giunge tuttavia a un pieno riconoscimento dell'alterità animale.Attraverso l'analisi dei casi di Jean Meslier, Voltaire e Nicolas-Edme Rétif de la Bretonne, il testo tenta di ricostruire le modalità con cui l'animalità viene impiegata come dispositivo critico all'interno del progetto illuminista. Lungi dal configurarsi come una formulazione anticipata dei diritti degli animali, la cosiddetta "questione animale" si presenta piuttosto come un laboratorio concettuale in cui vengono elaborati nuovi linguaggi della sensibilità, della giustizia e dell'eguaglianza, pur restando saldamente inscritti entro un paradigma antropocentrico. Il superamento della figura cartesiana dell'animale-macchina si realizza prevalentemente sul piano retorico e simbolico: l'animale diventa specchio dell'umano e strumento privilegiato di critica della violenza, della superstizione religiosa e delle gerarchie sociali. Ciò che permane dell'animale nell'orizzonte illuminista è, pertanto, una presenza irrisolta: esclusa come soggetto autonomo di diritto, ma imprescindibile per pensare i limiti morali, politici e simbolici dell'umano moderno.
提供机构:
University of Salento
创建时间:
2026-03-03



