Scuola e territorio: le città educative per la promozione della cittadinanza attiva e la coesione sociale
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La Costituzione della Repubblica italiana sancisce l'uguaglianza dei diritti e la pari dignità delle persone, «senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" (art. 2), e impegna la stessa Repubblica a rimuovere le cause e gli ostacoli che possono ledere la libertà e l'eguaglianza dei cittadini (art. 3). A garanzia del diritto all'istruzione, all'uguaglianza delle opportunità e al rispetto delle identità culturali di ciascuno, la scuola è, oggi, impegnata a costruire rapporti di collaborazione sinergica con gli attori extrascolastici che svolgono funzioni, a vario titolo, educative. (Indicazioni Nazionali 2012). In qualche modo si richiede ripensare l'istituzione scuola come luogo e spazio interdipendente non autoreferenziale, aperto al territorio e alle famiglie, che problematizza la sua funzione di comunità scolastica abbandonando la "concezione depositaria" del sapere (considerato nella sua esclusiva forma tecnico-nozionistica) per uscire dalle sue mura attraverso una progettazione educativa partecipata con e nel territorio, entro cui si colloca. "Infatti, le scuole - che sono presidi di legalità, sviluppo e coesione sociale oltre che di apprendimento e cittadinanza attiva - non possono essere lasciate sole nella assunzione di una responsabilità educativa, che oggi assume caratteri generali e non solo di alfabetizzazione, nei confronti dei bambini e degli adolescenti e questo vale a maggior ragione nei territori più deprivati" (Save the Children, 2017). In questa cornice, ai due sub-sistemi – quello della scuola e quello del territorio, si impone di condividere e rielaborare riflessivamente la funzione di comunità educante "affinché ogni persona sia sempre più in grado di esprimere, affermare e sviluppare il proprio potenziale umano fatto di unicità, di costruttività, di creatività e di responsabilità e possa nel contempo sentirsi parte di una comunità, capace quindi di dialogare, di confrontarsi e di cooperare" (Carta delle città educative di Barcellona, 1991). In tal modo, sembra realizzarsi il concetto di educazione in prospettiva freireriana, come senso di trasformazione creativa, di costante lavoro che impegna la persona nel processo di elaborazione e rielaborazione critica, analitica, problematizzante, liberatrice. (Freire, 1977). Nel progetto delle Città educative, l'adattamento fiacco e passivo a circostanze storicamente predeterminate vengono scongiurate e l'azione formativa non è immaginata come relegata in luoghi chiusi, circoscritti ed esclusivi ma piuttosto è diffusa nel territorio, vale a dire negli ambiti in cui tutti i cittadini, bambini e adulti, a partire dalla scuola, hanno potere di azione e possono sperimentare la partecipazione democratica ed il rispetto del bene comune. E' il preludio di una nuova idea di comunità educante e partecipata, che alimenta dinamiche resilienti e propositive, che promuove sviluppo umano, sociale e territoriale, perché come Freire (1968) afferma "nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo". Nell'ottica lifewide learning, il progetto di "Siracusa Città educativa" ne è un proficuo esempio.
提供机构:
University of Salento
创建时间:
2018-06-08



