Dataset "Vivere per gabelle"
收藏NIAID Data Ecosystem2026-03-14 收录
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资源简介:
I dati qui pubblicati costituiscono l'appendice del saggio Vivere per gabelle. Spunti comparativi sulle fiscalità municipali nel regno di Napoli tardomedievale: l'area pugliese fra giurisdizioni e mercati, di Davide Morra. Sono divisi in due tabelle in formato .csv, che è possibile scaricare liberamente e riutilizzare per ulteriori studi, citando questo dataset come fonte.
Criteri di elaborazione dei dati
La Tabella A pubblica le informazioni contenute nelle liste di entrate di 23 comunità pugliesi nel 1487-88 (VI indizione), consultabili in Archivio di Stato di Napoli, Sommaria, Relevi, 242, ff. 91r-94v. La tabella è organizzata in sette colonne:
1) Provincia: le celle sottostanti contengono il riferimento alla provincia (Capitanata, Terra di Bari o Terra d'Otranto) in cui si trova la comunità della riga corrispondente.
2) Comunità: le celle sottostanti contengono il toponimo delle comunità cui si riferiscono le altre informazioni della riga.
3) Cespite: le celle sottostanti contengono il nome del cespite cui si riferiscono le altre informazioni della riga. Rispetto alla fonte, le parole sono state modernizzate (es: datio diventa dazio) ma tenute aderenti alla forma quattrocentesca (es: dazio della frescaria, dazio della fullarata). Di fronte a diciture particolarmente ambigue si è riportato il testo in trascrizione tra virgolette caporali.
4) Importo (tr.): le celle sottostanti contengono l'importo delle entrate documentate per la gabella cui si riferisce la riga. La fonte fornisce gli importi secondo la scansione once (a volte ducati) / tarì / grani, ma la rilegatura del manoscritto spesso non consente di leggere per intero il dato dei grani. Per omogeneizzare i dati e facilitare la precisa conversione da una moneta all'altra, gli importi sono stati ridotti in tarì.
5) Incidenza: le celle sottostanti contengono il valore dell'incidenza percentuale della gabella cui si riferisce la riga nel complesso delle entrate della comunità cui la gabella appartiene.
6) Tipo: le celle sottostanti contengono un codice numerico che indica se la gabella cui si riferisce la riga rientra fra quelle sui consumi primari (3.1), quelle su produzione e commercializzazione (3.2) o quelle "varie" (3.3). I tre codici numerici corrispondono ai paragrafi del saggio. L'impossibilità di assegnare un unico tipo a certe gabelle di Monopoli e Noya (indicata con //) è dovuta al fatto che la fonte riferisce sotto forma aggregata l'importo di diversi dazi, rendendone indistinguibile l'importanza individuale. L'inserimento di questo dato ha il solo scopo di rendere ripercorribili i ragionamenti esposti all'interno del saggio.
7) Sottotipo: le celle sottostanti contengono un codice alfanumerico che indica il sottotipo della gabella cui corrisponde la riga. Si tratta anche in questo caso di codici che rimandano a paragrafi e sottoparagrafi del saggio: 1a) Pane e farina; 1b) Carne; 1c) Vino; 1d) Pesce; 2a) Transazioni; 2b) Rendite agrarie; 2c) Transito. Non si sono indicati sottotipi per i cespiti esaminati nel paragrafo 3.3 (il segno che si troverà è dunque //). L'inserimento di questo dato ha il solo scopo di rendere ripercorribili i ragionamenti esposti all'interno del saggio.
La Tabella B propone alcune elaborazioni per mettere a confronto importo delle gabelle cittadine, ammontare del focatico (o tassa generale) dovuta dalle comunità e numero dei loro fuochi fiscali. Le informazioni sulle gabelle sono elaborate a partire dalla Tabella A. Le informazioni su fuochi e focatico ricorrono a quattro registri della serie Conti di tesorieri e percettori, fondo Regia Camera della Sommaria, presso l'Archivio di Stato di Napoli (segnatura abbreviata in TP):
- TP 2951: è un registro del 1478-79 che documenta la riscossione del focatico in Capitanata. Le partite dedicate alle singole università riferiscono gli importi dovuti per il focatico compiendo un'equivalenza 1 fuoco = 1 ducato coronato, e poi convertendo i ducati coronati in ducati di carlini per ottenere l'effettivo importo della tassa.
- TP 5382: è un registro del 1467-68 che documenta la distribuzione di sale in Terra d'Otranto. Per ogni università viene riportato il numero di tomoli di sale ricevuti. Considerando che ogni comunità riceve mezzo tomolo per fuoco, è possibile partire da quel valore per ottenere il numero di fuochi. Da lì, tenendo presente che almeno dal 1465 al 1491 (vd. la formula infra) l'aliquota dovuta da ogni fuoco per il focatico è di 11 carlini (cioè 1,1 ducati), è possibile ricavare anche il valore del focatico.
- TP 5383: è un registro del 1483-84 che documenta la riscossione di focatico e sale in Terra di Bari. Le partite dedicate alle singole università riferiscono il dato del focatico in forma aggregata con quello del sale. È tuttavia possibile ricavare il numero di fuochi e l'ammontare del focatico a partire da questo dato, grazie alla formula descritta infra.
- TP 5385: è un registro del 1506-7 che documenta la riscossione del focatico in Terra di Bari. Vi si è fatto ricorso per il solo caso di Barletta, che non è documentato in TP 5383. Il registro riporta il numero di fuochi e l'importo del focatico.
La tabella è organizzata in undici colonne:
1) Provincia: le celle sottostanti contengono il riferimento alla provincia (Capitanata, Terra di Bari o Terra d'Otranto) in cui si trova la comunità della riga corrispondente.
2) Comunità: le celle sottostanti contengono le celle sottostanti contengono il toponimo delle comunità cui si riferiscono le altre informazioni della riga
3) Fuochi: le celle sottostanti contengono il numero di fuochi della comunità cui si riferisce la riga.
4) Data f.: le celle sottostanti contengono l'indicazione della data alla quale è attestato il numero di fuochi riferito nella stessa riga.
5) Fonte f: le celle sottostanti contengono l'indicazione della fonte che attesta il numero di fuochi riferito nella stessa riga.
6) Abitanti (x4): le celle sottostanti contengono il numero di abitanti approssimativo della comunità cui si riferisce la riga, calcolato applicando un moltiplicatore di 4 al numero di fuochi.
7) Abitanti (x5): le celle sottostanti contengono il numero di abitanti approssimativo della comunità cui si riferisce la riga, calcolato applicando un moltiplicatore di 5 al numero di fuochi.
8) Focatico (d.): le celle sottostanti contengono l'importo del focatico dovuto dalla comunità cui si riferisce la riga, espresso in ducati.
9) Gabelle (d.): le celle sottostanti contengono l'importo delle entrate che la comunità cui si riferisce la riga ottiene attraverso le proprie gabelle. Il valore è espresso in ducati, convertendo i valori in tarì che si possono ricavare dalla Tabella A (1 ducato = 5 tarì).
10) Surplus (d.): le celle sottostanti contengono il surplus (espresso in ducati) che la comunità cui si riferisce la riga ottiene dalle proprie gabelle, calcolato attraverso la differenza fra l'importo delle gabelle e quello del focatico.
11) Variazione: le celle sottostanti contengono la variazione percentuale fra il valore delle gabelle e quello del focatico espressi riferiti nella stessa riga.
Formula per il calcolo di fuochi e focatico
Non sempre i registri fiscali disponibili presso l'Archivio di Stato di Napoli offrono dati sulla riscossione della tassa per i fuochi e di quella per il sale immediatamente comparabili. Talvolta, per esempio, essi non prendono nota del numero di fuochi delle comunità e non separano le registrazioni relative al focatico da quelle per il sale, limitandosi a darne notizia in maniera cumulativa. Per fortuna, la regolarità dei metodi utilizzati dalla corte per calcolare le aliquote di tassazione permette di tradurre il calcolo del focatico in una formula e, di conseguenza, di ricavare fuochi e focatico a partire da altri parametri.
I punti fermi da tenere presenti sono due:
1. Almeno dal 1465 al 1491 il focatico era ripartito in base al principio che ogni fuoco vale 11 carlini, cioè 1,1 ducati. Lo si può osservare in tutti i registri che documentano l'esazione del focatico in quel lasso di tempo (TP 2950 (Principato Ultra e Capitanata, 1468-69), TP 3604 (Calabria, 1471), TP 1451 (Basilicata, 1474- 75), TP 2010 (Principato Citra, 1477-78), TP 2951 (Principato Ultra e Capitanata, 1478-79), TP 1452 (Basilicata, 1478-79), TP 2009 (Basilicata, 1479-80), TP 2011 (Principato Citra, 1479-80), TP 2008 (Principato Citra, 1480-81), TP 2012 (Principato Citra 1489-90), TP 869 (Molise 1490-91)).
2. A partire da un ordine regio del febbraio 1470 (del quale è notizia in Magrone, Libro Rosso di Molfetta, II, 199-207) e almeno fino al 1491, l'acquisto obbligatorio di sale da parte delle università fu regolato in base al principio che ogni fuoco doveva riceverne 1,5 tomoli. Il prezzo del sale conosce delle oscillazioni documentate nei già citati registri fiscali, ma si mantiene intorno ai 55/57 grani per tomolo, cioè circa 0,55 ducati.
A questo punto è possibile schematizzare in questo modo una formula per calcolare l'importo complessivo della tassazione per fuochi e sali:
(𝐹 ∗ 1,1) + [(𝐹 ∗ 1,5) ∗ 0,55] = 𝑀
Dove F è il numero di fuochi di un'università e M il montante di fuochi e sali. Di qui è semplice giostrarsi per ricavare, disponendo soltanto del valore di M, il valore F e, di conseguenza, un ulteriore valore T con il quale indichiamo l'importo della sola tassa generale (il focatico). L'operazione può essere sintetizzata nella formula seguente, che è quella utilizzata in particolare per trarre il dato del focatico dai dati sull'imposizione di fuochi e sali in Terra di Bari nel 1483-843 (TP 5383):
\(T = {M{} \over 1,925}*1,1\)
创建时间:
2023-03-27



