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Accesso al credito e beni di consumo nel Regno di Napoli (sec. XV). Il valore plurimo delle cose

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DataCite Commons2024-06-06 更新2024-07-13 收录
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Con un approccio volto a scrutare il valore plurimo degli oggetti di consumo nel Quattrocento meridionale, il contributo propone i risultati di una ricerca condotta sui due e unici Libri Giornali del banco Strozzi di Napoli (datati 1473 e 1476). Allo sportello bancario ci si rivolge per vari motivi, ma soprattutto per l'accesso al credito, erogato agevolmente dai banchieri fiorentini. Oltre alla Corona aragonese, vi ricorrono signori, alti funzionari, mercanti, artigiani e quanti in grado di assolvere al debito, contratto in molti casi (come recitano le stesse causali delle partite) proprio per consentire l'acquisto o la realizzazione di un bene o di un oggetto. E gli oggetti sono spesso di lusso, sono gioie, tessuti pregiati, capi d'abbigliamento, libri manoscritti o a stampa, spezie, ma anche scarpe, selle per cavalcare e prodotti alimentari. Ciascuno di essi soddisfa un piacere o una esigenza, risponde al gusto, individuale o collettivo dell'epoca, possiede un valore che è, al tempo stesso, oltre che materiale, simbolico, psicologico, sociale, culturale, politico, economico e altro ancora. L'intento è quello di riflettere sui diversi significati e valori attribuiti all'oggetto o agli oggetti sui quali ricadevano maggiormente l'attenzione e l'interesse del consumatore quattrocentesco, e per il possesso dei quali – così come attesta la contabilità del banco – si era soliti ricorre al mercato creditizio.
提供机构:
University of Salento
创建时间:
2024-06-06
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