Politica militare e organizzazione statale a Napoli alle soglie delle Guerre d'Italia. I soldati dell'ultimo re
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Nella seconda metà del XV secolo i monarchi aragonesi di Napoli realizzarono un modello militare innovativo. La loro risposta alla necessità di costituire un esercito permanente ebbe risvolti inediti. Ne emerse un esercito composto da sudditi della corona afferenti ai ceti urbani e guidato da ufficiali di nomina regia, libero dalle compagnie mercenarie e dai contingenti baronali: un dispositivo agile, efficiente, moderno, variato nella composizione tattica e curato negli assetti logistici. Così composto, l’esercito doveva insomma riflettere le prerogative della monarchia, essere il corpo militare del re(gno). Quanto di tutto ciò permase o variò nel corso del breve regno di Federico d’Aragona e dopo la conquista francese di Carlo VIII è oggetto del presente saggio, costruito a partire dal ritrovamento di una fonte inedita custodita negli archivi di Valencia, il Libro de instrucciones del rey Federico de Sicilia. Si tenterà così di far luce su un aspetto ancora ignorato dalla storiografia (o forse semplicemente evitato, nella convinzione, o nell’illusione, che gli esiti di un conflitto possano spiegarne il contesto, persino in relazione a quegli aspetti sensibili, che, come le istituzioni militari, dovrebbero essere considerati imprescindibili).



