Il Partito Comunista d'Italia e l'organizzazione delle masse (1929-1934)
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Questo saggio analizza i condizionamenti che l'Internazionale Comunista (IC) esercitò sul Partito Comunista d'Italia (PCd'I) nella sua attività estera nel periodo 1929-1934. Secondo l'IC, la crisi economica del 1929 (a) costituiva la fine della fase di «relativa stabilizzazione» del capitalismo, (b) intensificava i processi di «radicalizzazione delle masse» e (c) riapriva per i partiti comunisti dell'IC la prospettiva di una nuova fase rivoluzionaria. A livello ideologico, sebbene con qualche esitazione, il Parito Comunista italiano adottò la categoria del «socialfascismo» e si impegnò in una dura lotta contro l'«opportunismo», tanto all'interno del gruppo dirigente quanto tra i quadri intermedi e alla base del partito. A livello politico vennero espulsi noti dirigenti, quali Angelo Tasca, Alfonso Leonetti, Pietro Tresso, Paolo Ravazzoli, Ignazio Silone. Analogamente, anche Vincenzo Gigante, un funzionario intermedio, fu costretto ad abbandonare l'attività politica: quest'ultimo avvenimento costituisce il caso di studio del presente lavoro.
提供机构:
University of Salento
创建时间:
2017-03-16



