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L'uomo, l'orango, la scimmia e il selvaggio. Considerazioni su identità e confini dell'umano nelle scienze naturali seisettecentesche

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DataCite Commons2026-03-03 更新2026-05-07 收录
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Il saggio analizza il processo storico e culturale attraverso cui, tra prima età moderna e Illuminismo, la cultura europea ha progressivamente ridefinito i confini dell'umano, passando da una concezione "aperta" e porosa dell'umanità a una definizione più stabile, biologicamente e naturalisticamente fondata. Attraverso l'incrocio tra storia delle scienze naturali, filosofia politica e storia culturale, il contributo ricostruisce il ruolo svolto dalle scienze dell'uomo sei-settecentesche nella costruzione di una grammatica scientifica dell'identità umana. Particolare attenzione è dedicata al dibattito sui primati antropomorfi e alla crisi delle tradizionali gerarchie tra uomo, animale e "metaumanità" immaginaria, ereditate dall'antichità e dalla cultura medievale. Le discussioni naturalistiche su oranghi, scimmie antropomorfe e figure liminali tra umano e animale diventano così un laboratorio epistemologico decisivo per la definizione dell'unità biologica della specie umana e, al contempo, per la costruzione di nuove gerarchie razziali e coloniali. Il saggio mostra inoltre come la naturalizzazione dell'uomo nelle scienze del vivente abbia contribuito, in modo ambivalente, sia alla progressiva affermazione dell'idea di unità del genere umano sia alla produzione di nuovi dispositivi di differenziazione interna all'umanità stessa. In questa prospettiva, la formazione dell'universalismo illuminista dei diritti appare come il risultato di un lungo processo culturale in cui biologia, filosofia, religione e pratiche coloniali concorrono alla ridefinizione dei confini dell'umano.
提供机构:
University of Salento
创建时间:
2026-03-03
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