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Pitturamatericoriciclabilestilefuturistico

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Zenodo2026-06-01 更新2026-06-05 收录
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*_PITTURA MATERICO-RICLABILE STILE FUTURISTICO E IL MODELLO P_MRF__ *Sottotitolo:* Il Decocomposizionismo come metodo di conservazione e trasferimento temporaneo di materia organica e industriale *Autore:* Chiriac Adrian *Data:* 27 maggio 2026 *ASTRATTO* La presente tesi indaga la pittura materico-riciclabile stile futuristico come pratica artistica in cui lo scarto materiale, incluso il materiale organico, diventa vettore di memoria e di energia espressiva. Il cuore operativo della ricerca è il Decocomposizionismo, una triade metodologica composta da Decomposizione, Ricostruzione e Composizione, che regola il passaggio della materia dallo stato residuo alla forma espressiva. Attraverso l'introduzione del modello P_MRF, l'analisi si articola su tre parametri: Materia, corrispondente alla Decomposizione; Distribuzione, corrispondente alla Ricostruzione; Forza espressiva, corrispondente alla composizione. Il prodotto di questi parametri definisce la potenza espressiva dell'opera e la sua capacità di condensare processi sociali, industriali e biologici già in atto, anticipandone la manifestazione futura. La ricerca integra una dimensione narrativa onirico-naif con un'analisi tecnica applicata a tre opere campione, e legge la pratica come operazione alchimista contemporanea in cui lo scarto viene trasmutato in dispositivo di conservazione e trasferimento temporale. L'artista assume il ruolo del demiurgo: artigiano che ordina la materia scartata dei popoli. Le prospettive future riguardano l'applicazione del modello in ambito didattico, l'esportazione di materia tra territori attraverso l'opera, l'estensione del metodo ad altre forme d'arte materica e lo sviluppo della pittoscultura tridimensionale con funzione galleggiante “Essenza”. *DICHIARAZIONE SULL'USO DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE* Il presente lavoro è stato ideato, strutturato e sviluppato interamente dall'autore, Chiriac Adrian. L'intelligenza artificiale è stata utilizzata esclusivamente come strumento di supporto linguistico e formale: revisione ortografica, grammaticale, impaginazione e uniformità stilistica del testo in lingua italiana. Tutte le scelte teoriche, metodologiche, artistiche e concettuali, inclusi il nome _pitturamatericoriciclabilestilefuturistico_, il principio del _Decocomposizionismo_, il modello _P_MRF* e l'analisi delle opere, sono frutto originale del pensiero dell'autore. *INDICE* Capitolo 1 – Introduzione Capitolo 2 – Stato dell'arte e riferimenti teorici 2.2 Confronto con Matisse, Cézanne e Basquiat: Caso, Gesto e Materia 2.3 Opposizione a Futurismo e Dadaismo Capitolo 3 – Metodologia Capitolo 4 – Il Principio del Decocomposizionismo e l'Analogia Energetica 4.1b Materia attiva e trasferimento temporale nel material turn 4.2 L'Operazione Alchimista nella Materia di Scarto e la Capsula Temporale Biologica 4.3 Frequenza Fisica e Parametri di Illuminazione 4.4 Il Demiurgo: artista e artigiano dei popoli Capitolo 5 – Pratica Artistica e Analisi delle Opere 5.1 Il Finito Indefinito e il Surreale: Illuminazione Diretta nel Tempo 5.2 L'illuminazione del nome 5.3 Valore costruttivo del materiale di scarto 5.4 Analisi di un'opera campione con P_MRF – “Pesce scheletrato al tramonto” 5.5 Analisi di un'opera naif con P_MRF – “Scheda manifesto e opere naif” 5.6 Pittoscultura Tridimensionale con Funzione Galleggiante “Essenza” 5.7 Triade Decocomposizionismo: il principio operativo Capitolo 6 – Conclusioni e Prospettive 6.1 Conclusioni 6.2 Futuro prospettico *CAPITOLO 1 – INTRODUZIONE* La pittura materico-riciclabile stile futuristico nasce dalla necessità di ridare valore al materiale di scarto, inteso non come rifiuto ma come deposito di tempo e memoria. Questo lavoro si propone di analizzare la pratica artistica da un doppio punto di vista: narrativo e tecnico. Da un lato, il racconto onirico-naif ricostruisce l'esperienza dell'illuminazione che ha portato alla creazione del nome e del metodo. Dall'altro, il modello P_MRF fornisce uno strumento misurabile per valutare la potenza espressiva dell'opera attraverso tre parametri: Materia, Distribuzione, Forza espressiva. L'obiettivo è dimostrare che l'opera non è solo rappresentazione, ma dispositivo di trasferimento energetico che anticipa processi sociali, industriali e biologici futuri. *CAPITOLO 2 – STATO DELL'ARTE E RIFERIMENTI TEORICI* L'uso del materiale di scarto nell'arte contemporanea affonda le radici nel Futurismo, nel Dadaismo e nell'Arte Povera. Tuttavia, la maggior parte delle pratiche si limita all'aspetto estetico o ecologico. La pittura materico-riciclabile stile futuristico si distingue per l'introduzione del concetto di “tempo contenuto nella materia”, sia industriale che organica. Il materiale non viene nobilitato per mimesi, ma riattivato come vettore di energia. *2.2 Confronto con Matisse, Cézanne e Basquiat: Caso, Gesto e Materia* Henri Matisse ha lavorato sulla sintesi del colore e della forma. La casualità è controllata e finalizzata all'equilibrio compositivo. Nella pittura materico-riciclabile lo scarto non viene pulito né livellato. La casualità è la traccia del tempo reale vissuto dal materiale. Paul Cézanne ha analizzato la struttura della realtà attraverso la scomposizione percettiva. Qui la scomposizione è materiale e fisica: il legno si spezza, il metallo si arrugginisce, l'osso si essicca. Jean-Michel Basquiat ha usato materiali poveri e superfici già segnate. La differenza è nell'intenzione: Basquiat usava il degrado del supporto come campo per il segno. Nella pittura materico-riciclabile il degrado è il contenuto. Il segno non si sovrappone al materiale, emerge dal materiale stesso. *2.3 Opposizione a Futurismo e Dadaismo* La pittura materico-riciclabile stile futuristico condivide con il Futurismo e il Dadaismo l'uso del materiale non convenzionale e la rottura con l'accademia. Ma il punto di rottura è radicale: cambia il rapporto con il tempo, con la materia e con il gesto. *Opposizione al Futurismo*: Il Futurismo celebrava la velocità, la macchina, il progresso industriale. La materia era esaltata come simbolo del futuro che avanza. Il tempo era lineare: passato da distruggere, futuro da costruire. Nella pittura materico-riciclabile stile futuristico il rapporto è invertito. Non si esalta la macchina che avanza, ma lo scarto che la macchina ha lasciato. Il tempo non è lineare: è condensato. L'opera è una capsula che porta passato biologico e industriale nel futuro. *Opposizione al Dadaismo*: Il Dadaismo usava lo scarto per negare il senso. L'oggetto trovato era messo in cortocircuito ironico, provocatorio, anti-arte. La vittima è stata un gesto di distruzione del valore. Nella pittura materico-riciclabile stile futuristico lo scarto non è ironia, è responsabilità. La casualità non è caos fine a sé stesso: è traccia di eventi reali che vengono ricomposti con il Decocomposizionismo. L'opera non nega l'arte, la ridefinisce come operazione di conservazione e trasferimento temporale. *Sintesi della svolta*: Aspetto Futurismo Dadaismo Pitturamatericoriciclabilestilefuturistico Tempo Lineare, futuro > passato Ciclico, negazione del tempo Condensato, passato sigillato nel futuro Materia Macchina, progresso, energia Scarto, ironia, anti-valore Scarto organico e industriale, memoria Gesto Dinamico, violento, costruttivo Casuale, distruttivo, provocatorio Selettivo, conservativo, ricostruttivo Funzione opera annuncio del futuro Negazione dell'arte Capsula temporale, trasferimento energetico *CAPITOLO 3 – METODOLOGIA* La ricerca adotta un metodo misto. 1. Metodo narrativo: ricostruzione dell'esperienza personale e dell'illuminazione che ha generato il metodo. 2. Metodo analitico: definizione e applicazione del modello P_MRF. L'elaborazione linguistica del testo è stata assistita da strumenti di intelligenza artificiale per la correzione e la coerenza formale in italiano. L'impianto teorico, i dati e le analisi sono originali dell'autore. Il modello si basa sulla formula: P_MRF = M x R x F colomba: M = Materia: tipo, origine e grado di trasformazione del materiale riciclato, organico o industriale. R = Distribuzione: organizzazione spaziale e interazione tra i materiali. F = Forza espressiva: intensità e precisione dell'azione meccanica applicata dall'artista. La valutazione dei parametri avviene su scala 1-10 attraverso l'osservazione diretta dell'opera e la documentazione del processo. *CAPITOLO 4 – IL PRINCIPIO DEL DECOMPOSIZIONISMO E L'ANALOGIA ENERGETICA* Il Decocomposizionismo è il principio operativo della pittura materico-riciclabile stile futuristico. Si articola in tre fasi: 1. Decomposizione: il materiale perde la funzione originaria e torna ad essere materia residua. 2. Ricostruzione: i frammenti vengono ricomposti in una nuova struttura, mantenendo visibile la loro storia. 3. Composizione: l'azione meccanica dell'artista fissa l'energia liberata in una forma leggibile. La Triade Decocomposizionismo corrisponde ai parametri P_MRF: Decomposizione → M, Ricostruzione → R, Composizione → F. Il modello P_MRF può essere letto come una misura di potenza espressiva, per analogia con la fisica: Potenza = Energia / Tempo *4.1b Materia attiva e trasferimento temporale nel turno materiale* La concezione della materia come supporto passivo viene superata nella pittura materico-riciclabile stile futuristico. Il materiale di scarto, sia industriale che organico, non è inerte: conserva tracce di processi fisici, biologici e sociali che continuano ad agire anche dopo la sua trasformazione in opera. Questa prospettiva trova riscontro nel dibattito contemporaneo sul _material turn_. Jane Bennett definisce la materia come “vibrante”, dotata di una propria capacità di azione e relazione. Tim Ingold descrive il fare artistico come un processo di corrispondenza con la materia, dove l'artista non impone una forma dall'esterno ma segue le forze già presenti nel materiale. Karen Barad parla di intra-azione, cioè di una co-costruzione continua tra materia e significato. All'interno di questo quadro, il Decocomposizionismo si configura come metodo per rendere visibile e conservabile questa intra-azione. La Decomposizione libera la materia dalla funzione originaria, la Ricostruzione ne riattiva le relazioni, la Composizione fissa l'energia in una forma che può essere letta nel tempo. Il modello P_MRF misura proprio questa capacità dell'opera di condensare e trasferire l'energia temporale contenuta nella materia. *4.2 L'Operazione Alchimista nella Materia di Scarto e la Capsula Temporale Biologica* La pittura materico-riciclabile stile futuristico non è solo tecnica, è operazione alchimista. L'alchimia classica cercava di trasmutare il piombo in oro attraverso la purificazione della materia. Qui l'operazione è inversa e contemporanea: non si cerca di nobilitare il materiale, ma di rivelare l'oro che è già contenuto nel suo stato di scarto. Quando la materia è organica, l'operazione diventa *capsula temporale biologica*. Lo scheletro, l'osso, il frammento biologico hanno già attraversato il ciclo di vita e morte. Vengono estratti, sigillati e ricomposti dentro la materia pittorica. Non vengono nascosti: restano visibili come memoria organica. Il Decocomposizionismo è la via alchimista moderna: 1. Nigredo – Decomposizione: lo scarto perde la funzione originaria. 2. Albedo – Ricostruzione: i frammenti vengono purificati e ricomposti. 3. Rubedo – Composizione: il gesto dell'artista fissa l'energia. Il piombo del rifiuto e l'osso morto si trasmutano in oro espressivo. L'oro che si ottiene non è metallo, è tempo condensato. L'opera diventa pietra filosofale: un oggetto che permette a chi guarda di accedere a un frammento di passato biologico e industriale e di proiettarlo nel futuro. *4.3 Frequenza fisica e parametri di illuminazione* L'“illuminazione diretta” è il momento in cui la frequenza di oscillazione della materia incontra la frequenza percettiva dell'artista. 1. Frequenza fisica della materia: ogni materiale ha una frequenza naturale di vibrazione molecolare. La frattura, la percussione, lo sfregamento eccitano queste frequenze. 2. Frequenza dell'illuminazione percettiva: l'occhio percepisce le variazioni con una soglia temporale di circa 1/24s. 3. Parametri operativi: intensità luminosa, temperatura colore 2700-6500K, angolo di incidenza 15-30°, durata dell'esposizione 3-7s. 4. Relazione con P_MRF: questi parametri agiscono soprattutto su F – Forza espressiva. Se l'illuminazione è sbagliata, anche con M e R alti, P_MRF crolla. *4.4 Il Demiurgo: artista e artigiano dei popoli* Nella mitologia platonica il Demiurgo è l'artefice che plasma la materia preesistente secondo un modello ideale. Non crea dal nulla, ordina il caos. Nella tradizione gnostica diventa figura ambivalente: artigiano imperfetto che lavora sulla materia del mondo per dare forma all'umano. La pittura materico-riciclabile stile futuristico riprende questa figura e laicizza. *Demiurgo come artista*: L'artista non inventa la materia. La trova: legno marcio, osso morto, alluminio scartato. La materia è già lì, ha già una storia. Il compito dell'artista-demiurgo è vedere il modello potenziale dentro il caos e ricomporlo. È l'atto di “illuminazione diretta”: nel momento in cui vedi lo scheletro del pesce, vedi la forma futura che può assumere. *Demiurgo come artigiano dei popoli*: A differenza dell'artista solitario moderno, il demiurgo lavora sulla materia che appartiene alla comunità. Uno scarto di plastica, un chiodo arrugginito, un osso di pesce: sono frammenti di vita collettiva. Ricomponendoli, l'artista ricompone anche la memoria del popolo che li ha prodotti. Il metodo è artigianale, ripetibile, trasmissibile. *Differenza con il demiurgo mitologico*: Il demiurgo platonico lavora su un modello ideale esterno. Il demiurgo-artista qui lavora senza modello esterno: il modello emerge dalla materia stessa durante la Decomposizione e Ricostruzione. Non c'è idea platonica a priori, c'è memoria materiale a posteriori. *Sintesi*: L'artista diventa demiurgo quando smette di aggiungere materia e inizia a ordinare la materia che il tempo ha già scartato. È artigiano perché lavora con le mani sulla materia dei popoli. È artista perché trasforma quel lavoro in trasferimento di tempo. *CAPITOLO 5 – PRATICA ARTISTICA E ANALISI DELLE OPERE* *5.1 Il Finito Indefinito e il Surreale: Illuminazione Diretta nel Tempo* La pittura materico-riciclabile stile futuristico opera sul confine tra il finito, l'indefinito e il surreale. Il finito è la materia: l'osso, il legno, il frammento di plastica. L'indefinito è il tempo contenuto in quella materia. Il surreale è la manifestazione improvvisa di quel tempo quando la materia viene riattivata. Questo passaggio avviene tramite un'illuminazione diretta: un momento preciso in cui l'artista percepisce la materia come deposito energetico. In quel momento il tempo collassa. L'opera diventa il documento di quell'istante. *5.2 Illuminazione del nome* Una notte non ho dormito. Non era insonnia, era una luce che mi teneva sveglio da dentro. Stavo guardando un pezzo di legno vecchio, pieno di chiodi storti e polvere di strada. E all'improvviso ho capito: questo non è scarto. Questo è il corpo dell'umanità. Così è nato il nome pitturamatericoriciclabilestilefuturistico. Un nome lungo, scomodo, come la materia che uso. *5.3 Valore costruttivo del materiale di scarto* L'uso di rametti secchi, bottoni, fogli, frammenti industriali e materia organica non è ornamentale. Ogni elemento conserva tracce di tempo e utilizzo. L'assemblaggio trasforma elementi marginali in un sistema espressivo che sostiene una visione estesa nel tempo. *5.4 Analisi di un'opera campione con P_MRF – “Pesce scheletrato al tramonto”* *Opera*: pittura materica su supporto rigido con inserto di *scheletro organico di pesce sigillato* e lamina di alluminio riciclato, impasto denso di colore, firma “chiriac”. *Descrizione*: paesaggio marino al tramonto. In primo piano un pesce metà vivo, metà scheletro. La parte scheletrica non è dipinta: è uno scheletro organico reale, trattato e sigillato dentro la materia pittorica. *Applicazione del Decocomposizionismo con lettura alchimista*: 1. Decomposizione / Nigredo: lo scheletro organico ha già subito la morte biologica. Viene estratto dal ciclo naturale e perde la sua funzione di struttura vivente. 2. Ricostruzione / Albedo: il materiale viene purificato, sigillato e ricomposto dentro la materia pittorica. Resta visibile come memoria organica. 3. Composizione / Rubedo: il gesto pittorico e la sigillatura fissano l'energia temporale. Lo scheletro diventa “pietra filosofale biologica”. *Significato chiave*: l'opera è una *capsula temporale biologica*. Il tempo biologico del pesce viene estratto, sigillato e consegnato al futuro dell'osservatore. *Valutazione P_MRF*: - M – Materia: 9/10. Presenza di materia organica reale + materiale riciclato. Massima densità temporale. - R – Distribuzione: 7/10. La struttura compositiva mette lo scheletro al centro come fulcro temporale. -FA – Forza espressiva: 9/10. Contrasto vita/morte, colore denso, gesto deciso. *P_MRF = 9 x 7 x 9 = 567* Risultato: opera ad altissima densità espressiva. Il modello conferma la capacità di anticipare una narrazione futura a partire dal tempo contenuto nella materia organica e industriale di scarto. *5.5 Analisi di un'opera naif con P_MRF – “Scheda manifesto e opere naif”* *Opera*: scheda di presentazione con due dipinti naif e testo esplicativo. Autore: Adrian Chiriac, nato il 19/11/1980 a Piatra Neamț, Romania. *Descrizione*: - In alto: paesaggio urbano con edifici, alberi, antenne. Tratto naif, colori piatti, narrazione popolare. - In basso: interno di auto con gatto, occhiali, figura umana. Texture materica leggera, composizione immediata. - Testo: definisce il metodo come “equilibrio tra passione e sogni”, “naif narrazione popolare di storie e dei fatti”, “pittura materica riciclabile stile futuristico”. *Valutazione P_MRF*: - M – Materia: 5/10. Uso di materiali misti, trasformazione limitata. - R – Distribuzione: 4/10. Composizione semplice, didascalica. -FA – Forza espressiva: 6/10. Energia onirica e narrativa presente, legata al presente emotivo. *P_MRF = 5 x 4 x 6 = 120* Risultato: opera a bassa densità espressiva. Si tratta di comunicazione immediata, legata alla narrazione popolare e all'identità dell'artista. Questa scheda funziona come documento metodologico e autobiografico. *5.6 Pittoscultura Tridimensionale con Funzione Galleggiante “Essenza”* *Definizione* La _pittoscultura_ è l'estensione tridimensionale della pittura materico-riciclabile. Non è scultura tradizionale né installazione: è pittura che esce dal piano, mantiene il rapporto con il colore e la materia, e acquisisce una funzione operativa nello spazio reale. La serie *“Essenza”* applica questo principio a oggetti con funzione galleggiante. *Obiettivo* Trasformare lo scarto in oggetto attivo che conserva il tempo e interagisce con l'ambiente acquatico. La galleggiabilità non è decorativa: è il dispositivo che permette all'operazione di spostamento, di raccolta materia, di cambiare posizione e luce nel tempo. L'opera non è fissa, è in viaggio. *Principio operativo* Si applica la Triade Decocomposizionismo in 3D: 1. *Decomposizione*: recupero di materiali leggeri e resistenti allo scarto: sughero, plastica HDPE, legno di recupero, polistirene trattato, camere d'aria. Ogni elemento conserva la memoria del suo uso precedente. 2. *Ricostruzione*: assemblaggio a scafo oa modulo modulare. La forma deve garantire galleggiamento stabile e baricentro basso. L'interno può contenere cavità sigillate con materia organica o documenti. 3. *Composizione*: rivestimento con impasto materico, pigmenti naturali e resine non tossiche. Il gesto pittorico segue la curvatura della forma, rendendo l'oggetto leggibile anche a distanza e in movimento sull'acqua. *Rapporto con il modello P_MRF* Il P_MRF si estende alla terza dimensione senza cambiare formula: - *M – Materia*: peso specifico, resistenza all'acqua, grado di trasformazione. Un materiale organico sigillato all'interno di un modulo galleggiante ha M=9/10. - *R – Distribuzione*: distribuzione dei volumi e delle masse per garantire stabilità. Un'opera che si rovescia perde R. - *F – Forza espressiva*: impatto visivo in ambiente naturale, contrasto con l'acqua, gioco di luce e riflessi. L'illuminazione naturale diventa parte dell'opera. Esempio: un modulo “Essenza” con anima in sughero, rivestimento in impasto con frammenti ossei sigillati, superficie trattata con ossidi, ottiene P_MRF = 8 x 7 x 8 = 448. È un'opera a media-alta densità temporale con funzione attiva. *Funzione “galleggiante”* La funzione non è utilitaria. Il galleggiamento serve a: 1. *Esportazione*: l'opera viaggia su acqua, fiume, mare, lago. Porta materia da un territorio all'altro senza trasporto logistico tradizionale. 2. *Cattura*: durante il percorso raccoglie detriti, polline, sedimenti. Diventa archivio dinamico del luogo che attraversa. 3. *Tempo esposto*: l'acqua, il sole, il sale modificano l'opera nel tempo. L'opera documenta il tempo atmosferico e ambientale, non solo quello umano. *Rapporto con l'essenza del metodo* “Essenza” è il nome perché l'opera riduce la materia al suo nucleo temporale e la rende mobile. Non rappresenta il viaggio: lo compie. Non parla di memoria: la trasporta. *Limiti e sicurezza* 1. Materiali trattati per evitare rilascio di sostanze inquinanti. 2. Peso e dimensioni compatibili con il corpo idrico. 3. Documentazione fotografica e GPS del percorso per tracciare il viaggio dell'opera. *Prospettiva* La pittoscultura galleggiante apre alla serie “Rotte Essenza”: opere lanciate in punti diversi che si ritrovano, si scontrano, si modificano una vicenda. L'esito non è controllabile dall'artista. È il tempo e l'ambiente a completare l'opera. *5.7 Triade Decocomposizionismo: il principio operativo* Il Decocomposizionismo regola il passaggio della materia dallo stato residuo alla forma espressiva. Senza decomposizione non c'è materia significativa. Senza Ricostruzione non c'è struttura. Senza composizione non c'è trasferimento di energia. È il metodo con cui l'artista estrae il tempo dalla materia, industriale o organica, e la consegna al futuro. *CAPITOLO 6 – CONCLUSIONI E PROSPETTIVE* *6.1 Conclusioni* La pittura materico-riciclabile in stile futuristico trasforma lo scarto in dispositivo di estrazione e trasferimento di energia espressiva nel tempo. Il processo è regolato dalla Triade Decocomposizionismo e misurabile attraverso il modello P_MRF. L'innovazione principale è l'uso della *materia organica sigillata come capsula temporale biologica*. L'opera non conserva solo memoria industriale, ma memoria biologica. In questo senso l'artista assume il ruolo del demiurgo: non creatore dal nulla, ma artigiano che ordina la materia scartata dei popoli e la consegna al futuro come memoria condensata. Un alto valore di P_MRF indica capacità di anticipare processi futuri; un valore basso indica comunicazione immediata legata al presente. *6.2 Prospettive future* 1. *Applicativa*: uso del modello P_MRF e della Triade Decocomposizionismo in ambito didattico e valutativo, come strumento per leggere e confrontare opere materiche. 2. *Esportiva*: trasferimento di materia tra territori tramite l'opera come viaggio mentale e fisico. L'opera diventa veicolo di memoria collettiva. 3. *Biologica*: sviluppo di tecniche di conservazione e sigillatura di materia organica per opere a lungo termine, con protocolli di trattamento non inquinanti. 4. *Teorica*: estensione del metodo a scultura, installazione e land art, per verificare la tenuta del Decocomposizionismo in linguaggi diversi. 5. *Tridimensionale*: sviluppo della serie “Essenza” di pittoscultura con funzione galleggiante. Le opere escono dal piano, interagiscono con ambienti acquatici, si spostano, raccolgono materia e documentano il tempo ambientale. L'opera non rappresenta il viaggio: lo compie. La pratica si propone come costruzione materiale e temporale dell'essenza umana, capace di passare dal piano alla tridimensionalità senza perdere la sua funzione di capsula temporale. *BIBLIOGRAFIA* Barad, K. (2007). _Incontrare l'universo a metà strada: fisica quantistica e intreccio di materia e significato_. Stampa della Duke University. Bennett, J. (2010). _Materia vibrante: un'ecologia politica delle cose_. Stampa della Duke University. Boccioni, U. (1914). _Pittura scultura futurista: Dinamismo plastico_. Edizioni Futuriste di Poesia. De Maria, L. (a cura di). (1973). _Marinetti e il futurismo_. Arnoldo Mondadori Editore. Duchamp, M. (1957). _L'atto creativo_. In _Notizie d'arte_, 56(4), 28–29. Ghilardi, M. (2018). _Arte povera: Storia e protagonisti_. Libri postmediali. Gombrich, EH (1995). _La storia dell'arte_ (16ª ed.). Phaidon Press. Ingold, T. (2013). _Making: Antropologia, Archeologia, Arte e Architettura_. Routledge. Jung, CG (1968). _Psicologia e alchimia_ (trad. di RFC Hull). Stampa dell'Università di Princeton. Merleau-Ponty, M. (1964). _Occhio e mente_ (trad. di C. Dallery). In JM Edie (a cura di), _Il primato della percezione_ (pp. 159–190). Stampa della Northwestern University. Platone. (2008). _Timeo_ (trad. di DJ Zeyl). Hackett Publishing Company. Richter, H. (1965). _Dada: AFatto. --- *_PITTURA MATERICO-RICLABILE STILE FUTURISTICO E IL MODELLO P_MRF__ *Sottotitolo:* Il Decocomposizionismo come metodo di conservazione e trasferimento temporaneo di materia organica e industriale *Autore:* Chiriac Adrian *Data:* 27 maggio 2026 *ASTRATTO* La presente tesi indaga la pittura materico-riciclabile stile futuristico come pratica artistica in cui lo scarto materiale, incluso il materiale organico, diventa vettore di memoria e di energia espressiva. Il cuore operativo della ricerca è il Decocomposizionismo, una triade metodologica composta da Decomposizione, Ricostruzione e Composizione, che regola il passaggio della materia dallo stato residuo alla forma espressiva. Attraverso l'introduzione del modello P_MRF, l'analisi si articola su tre parametri: Materia, corrispondente alla Decomposizione; Distribuzione, corrispondente alla Ricostruzione; Forza espressiva, corrispondente alla composizione. Il prodotto di questi parametri definisce la potenza espressiva dell'opera e la sua capacità di condensare processi sociali, industriali e biologici già in atto, anticipandone la manifestazione futura. La ricerca integra una dimensione narrativa onirico-naif con un'analisi tecnica applicata a tre opere campione, e legge la pratica come operazione alchimista contemporanea in cui lo scarto viene trasmutato in dispositivo di conservazione e trasferimento temporale. L'artista assume il ruolo del demiurgo: artigiano che ordina la materia scartata dei popoli. Le prospettive future riguardano l'applicazione del modello in ambito didattico, l'esportazione di materia tra territori attraverso l'opera, l'estensione del metodo ad altre forme d'arte materica e lo sviluppo della pittoscultura tridimensionale con funzione galleggiante “Essenza”. *DICHIARAZIONE SULL'USO DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE* Il presente lavoro è stato ideato, strutturato e sviluppato interamente dall'autore, Chiriac Adrian. L'intelligenza artificiale è stata utilizzata esclusivamente come strumento di supporto linguistico e formale: revisione ortografica, grammaticale, impaginazione e uniformità stilistica del testo in lingua italiana. Tutte le scelte teoriche, metodologiche, artistiche e concettuali, inclusi il nome _pitturamatericoriciclabilestilefuturistico_, il principio del _Decocomposizionismo_, il modello _P_MRF* e l'analisi delle opere, sono frutto originale del pensiero dell'autore. *INDICE* Capitolo 1 – Introduzione Capitolo 2 – Stato dell'arte e riferimenti teorici 2.2 Confronto con Matisse, Cézanne e Basquiat: Caso, Gesto e Materia 2.3 Opposizione a Futurismo e Dadaismo Capitolo 3 – Metodologia Capitolo 4 – Il Principio del Decocomposizionismo e l'Analogia Energetica 4.1b Materia attiva e trasferimento temporale nel material turn 4.2 L'Operazione Alchimista nella Materia di Scarto e la Capsula Temporale Biologica 4.3 Frequenza Fisica e Parametri di Illuminazione 4.4 Il Demiurgo: artista e artigiano dei popoli Capitolo 5 – Pratica Artistica e Analisi delle Opere 5.1 Il Finito Indefinito e il Surreale: Illuminazione Diretta nel Tempo 5.2 L'illuminazione del nome 5.3 Valore costruttivo del materiale di scarto 5.4 Analisi di un'opera campione con P_MRF – “Pesce scheletrato al tramonto” 5.5 Analisi di un'opera naif con P_MRF – “Scheda manifesto e opere naif” 5.6 Pittoscultura Tridimensionale con Funzione Galleggiante “Essenza” 5.7 Triade Decocomposizionismo: il principio operativo Capitolo 6 – Conclusioni e Prospettive 6.1 Conclusioni 6.2 Futuro prospettico *CAPITOLO 1 – INTRODUZIONE* La pittura materico-riciclabile stile futuristico nasce dalla necessità di ridare valore al materiale di scarto, inteso non come rifiuto ma come deposito di tempo e memoria. Questo lavoro si propone di analizzare la pratica artistica da un doppio punto di vista: narrativo e tecnico. Da un lato, il racconto onirico-naif ricostruisce l'esperienza dell'illuminazione che ha portato alla creazione del nome e del metodo. Dall'altro, il modello P_MRF fornisce uno strumento misurabile per valutare la potenza espressiva dell'opera attraverso tre parametri: Materia, Distribuzione, Forza espressiva. L'obiettivo è dimostrare che l'opera non è solo rappresentazione, ma dispositivo di trasferimento energetico che anticipa processi sociali, industriali e biologici futuri. *CAPITOLO 2 – STATO DELL'ARTE E RIFERIMENTI TEORICI* L'uso del materiale di scarto nell'arte contemporanea affonda le radici nel Futurismo, nel Dadaismo e nell'Arte Povera. Tuttavia, la maggior parte delle pratiche si limita all'aspetto estetico o ecologico. La pittura materico-riciclabile stile futuristico si distingue per l'introduzione del concetto di “tempo contenuto nella materia”, sia industriale che organica. Il materiale non viene nobilitato per mimesi, ma riattivato come vettore di energia. *2.2 Confronto con Matisse, Cézanne e Basquiat: Caso, Gesto e Materia* Henri Matisse ha lavorato sulla sintesi del colore e della forma. La casualità è controllata e finalizzata all'equilibrio compositivo. Nella pittura materico-riciclabile lo scarto non viene pulito né livellato. La casualità è la traccia del tempo reale vissuto dal materiale. Paul Cézanne ha analizzato la struttura della realtà attraverso la scomposizione percettiva. Qui la scomposizione è materiale e fisica: il legno si spezza, il metallo si arrugginisce, l'osso si essicca. Jean-Michel Basquiat ha usato materiali poveri e superfici già segnate. La differenza è nell'intenzione: Basquiat usava il degrado del supporto come campo per il segno. Nella pittura materico-riciclabile il degrado è il contenuto. Il segno non si sovrappone al materiale, emerge dal materiale stesso. *2.3 Opposizione a Futurismo e Dadaismo* La pittura materico-riciclabile stile futuristico condivide con il Futurismo e il Dadaismo l'uso del materiale non convenzionale e la rottura con l'accademia. Ma il punto di rottura è radicale: cambia il rapporto con il tempo, con la materia e con il gesto. *Opposizione al Futurismo*: Il Futurismo celebrava la velocità, la macchina, il progresso industriale. La materia era esaltata come simbolo del futuro che avanza. Il tempo era lineare: passato da distruggere, futuro da costruire. Nella pittura materico-riciclabile stile futuristico il rapporto è invertito. Non si esalta la macchina che avanza, ma lo scarto che la macchina ha lasciato. Il tempo non è lineare: è condensato. L'opera è una capsula che porta passato biologico e industriale nel futuro. *Opposizione al Dadaismo*: Il Dadaismo usava lo scarto per negare il senso. L'oggetto trovato era messo in cortocircuito ironico, provocatorio, anti-arte. La vittima è stata un gesto di distruzione del valore. Nella pittura materico-riciclabile stile futuristico lo scarto non è ironia, è responsabilità. La casualità non è caos fine a sé stesso: è traccia di eventi reali che vengono ricomposti con il Decocomposizionismo. L'opera non nega l'arte, la ridefinisce come operazione di conservazione e trasferimento temporale. *Sintesi della svolta*: Aspetto Futurismo Dadaismo Pitturamatericoriciclabilestilefuturistico Tempo Lineare, futuro > passato Ciclico, negazione del tempo Condensato, passato sigillato nel futuro Materia Macchina, progresso, energia Scarto, ironia, anti-valore Scarto organico e industriale, memoria Gesto Dinamico, violento, costruttivo Casuale, distruttivo, provocatorio Selettivo, conservativo, ricostruttivo Funzione opera annuncio del futuro Negazione dell'arte Capsula temporale, trasferimento energetico *CAPITOLO 3 – METODOLOGIA* La ricerca adotta un metodo misto. 1. Metodo narrativo: ricostruzione dell'esperienza personale e dell'illuminazione che ha generato il metodo. 2. Metodo analitico: definizione e applicazione del modello P_MRF. L'elaborazione linguistica del testo è stata assistita da strumenti di intelligenza artificiale per la correzione e la coerenza formale in italiano. L'impianto teorico, i dati e le analisi sono originali dell'autore. Il modello si basa sulla formula: P_MRF = M x R x F colomba: M = Materia: tipo, origine e grado di trasformazione del materiale riciclato, organico o industriale. R = Distribuzione: organizzazione spaziale e interazione tra i materiali. F = Forza espressiva: intensità e precisione dell'azione meccanica applicata dall'artista. La valutazione dei parametri avviene su scala 1-10 attraverso l'osservazione diretta dell'opera e la documentazione del processo. *CAPITOLO 4 – IL PRINCIPIO DEL DECOMPOSIZIONISMO E L'ANALOGIA ENERGETICA* Il Decocomposizionismo è il principio operativo della pittura materico-riciclabile stile futuristico. Si articola in tre fasi: 1. Decomposizione: il materiale perde la funzione originaria e torna ad essere materia residua. 2. Ricostruzione: i frammenti vengono ricomposti in una nuova struttura, mantenendo visibile la loro storia. 3. Composizione: l'azione meccanica dell'artista fissa l'energia liberata in una forma leggibile. La Triade Decocomposizionismo corrisponde ai parametri P_MRF: Decomposizione → M, Ricostruzione → R, Composizione → F. Il modello P_MRF può essere letto come una misura di potenza espressiva, per analogia con la fisica: Potenza = Energia / Tempo *4.1b Materia attiva e trasferimento temporale nel turno materiale* La concezione della materia come supporto passivo viene superata nella pittura materico-riciclabile stile futuristico. Il materiale di scarto, sia industriale che organico, non è inerte: conserva tracce di processi fisici, biologici e sociali che continuano ad agire anche dopo la sua trasformazione in opera. Questa prospettiva trova riscontro nel dibattito contemporaneo sul _material turn_. Jane Bennett definisce la materia come “vibrante”, dotata di una propria capacità di azione e relazione. Tim Ingold descrive il fare artistico come un processo di corrispondenza con la materia, dove l'artista non impone una forma dall'esterno ma segue le forze già presenti nel materiale. Karen Barad parla di intra-azione, cioè di una co-costruzione continua tra materia e significato. All'interno di questo quadro, il Decocomposizionismo si configura come metodo per rendere visibile e conservabile questa intra-azione. La Decomposizione libera la materia dalla funzione originaria, la Ricostruzione ne riattiva le relazioni, la Composizione fissa l'energia in una forma che può essere letta nel tempo. Il modello P_MRF misura proprio questa capacità dell'opera di condensare e trasferire l'energia temporale contenuta nella materia. *4.2 L'Operazione Alchimista nella Materia di Scarto e la Capsula Temporale Biologica* La pittura materico-riciclabile stile futuristico non è solo tecnica, è operazione alchimista. L'alchimia classica cercava di trasmutare il piombo in oro attraverso la purificazione della materia. Qui l'operazione è inversa e contemporanea: non si cerca di nobilitare il materiale, ma di rivelare l'oro che è già contenuto nel suo stato di scarto. Quando la materia è organica, l'operazione diventa *capsula temporale biologica*. Lo scheletro, l'osso, il frammento biologico hanno già attraversato il ciclo di vita e morte. Vengono estratti, sigillati e ricomposti dentro la materia pittorica. Non vengono nascosti: restano visibili come memoria organica. Il Decocomposizionismo è la via alchimista moderna: 1. Nigredo – Decomposizione: lo scarto perde la funzione originaria. 2. Albedo – Ricostruzione: i frammenti vengono purificati e ricomposti. 3. Rubedo – Composizione: il gesto dell'artista fissa l'energia. Il piombo del rifiuto e l'osso morto si trasmutano in oro espressivo. L'oro che si ottiene non è metallo, è tempo condensato. L'opera diventa pietra filosofale: un oggetto che permette a chi guarda di accedere a un frammento di passato biologico e industriale e di proiettarlo nel futuro. *4.3 Frequenza fisica e parametri di illuminazione* L'“illuminazione diretta” è il momento in cui la frequenza di oscillazione della materia incontra la frequenza percettiva dell'artista. 1. Frequenza fisica della materia: ogni materiale ha una frequenza naturale di vibrazione molecolare. La frattura, la percussione, lo sfregamento eccitano queste frequenze. 2. Frequenza dell'illuminazione percettiva: l'occhio percepisce le variazioni con una soglia temporale di circa 1/24s. 3. Parametri operativi: intensità luminosa, temperatura colore 2700-6500K, angolo di incidenza 15-30°, durata dell'esposizione 3-7s. 4. Relazione con P_MRF: questi parametri agiscono soprattutto su F – Forza espressiva. Se l'illuminazione è sbagliata, anche con M e R alti, P_MRF crolla. *4.4 Il Demiurgo: artista e artigiano dei popoli* Nella mitologia platonica il Demiurgo è l'artefice che plasma la materia preesistente secondo un modello ideale. Non crea dal nulla, ordina il caos. Nella tradizione gnostica diventa figura ambivalente: artigiano imperfetto che lavora sulla materia del mondo per dare forma all'umano. La pittura materico-riciclabile stile futuristico riprende questa figura e laicizza. *Demiurgo come artista*: L'artista non inventa la materia. La trova: legno marcio, osso morto, alluminio scartato. La materia è già lì, ha già una storia. Il compito dell'artista-demiurgo è vedere il modello potenziale dentro il caos e ricomporlo. È l'atto di “illuminazione diretta”: nel momento in cui vedi lo scheletro del pesce, vedi la forma futura che può assumere. *Demiurgo come artigiano dei popoli*: A differenza dell'artista solitario moderno, il demiurgo lavora sulla materia che appartiene alla comunità. Uno scarto di plastica, un chiodo arrugginito, un osso di pesce: sono frammenti di vita collettiva. Ricomponendoli, l'artista ricompone anche la memoria del popolo che li ha prodotti. Il metodo è artigianale, ripetibile, trasmissibile. *Differenza con il demiurgo mitologico*: Il demiurgo platonico lavora su un modello ideale esterno. Il demiurgo-artista qui lavora senza modello esterno: il modello emerge dalla materia stessa durante la Decomposizione e Ricostruzione. Non c'è idea platonica a priori, c'è memoria materiale a posteriori. *Sintesi*: L'artista diventa demiurgo quando smette di aggiungere materia e inizia a ordinare la materia che il tempo ha già scartato. È artigiano perché lavora con le mani sulla materia dei popoli. È artista perché trasforma quel lavoro in trasferimento di tempo. *CAPITOLO 5 – PRATICA ARTISTICA E ANALISI DELLE OPERE* *5.1 Il Finito Indefinito e il Surreale: Illuminazione Diretta nel Tempo* La pittura materico-riciclabile stile futuristico opera sul confine tra il finito, l'indefinito e il surreale. Il finito è la materia: l'osso, il legno, il frammento di plastica. L'indefinito è il tempo contenuto in quella materia. Il surreale è la manifestazione improvvisa di quel tempo quando la materia viene riattivata. Questo passaggio avviene tramite un'illuminazione diretta: un momento preciso in cui l'artista percepisce la materia come deposito energetico. In quel momento il tempo collassa. L'opera diventa il documento di quell'istante. *5.2 Illuminazione del nome* Una notte non ho dormito. Non era insonnia, era una luce che mi teneva sveglio da dentro. Stavo guardando un pezzo di legno vecchio, pieno di chiodi storti e polvere di strada. E all'improvviso ho capito: questo non è scarto. Questo è il corpo dell'umanità. Così è nato il nome pitturamatericoriciclabilestilefuturistico. Un nome lungo, scomodo, come la materia che uso. *5.3 Valore costruttivo del materiale di scarto* L'uso di rametti secchi, bottoni, fogli, frammenti industriali e materia organica non è ornamentale. Ogni elemento conserva tracce di tempo e utilizzo. L'assemblaggio trasforma elementi marginali in un sistema espressivo che sostiene una visione estesa nel tempo. *5.4 Analisi di un'opera campione con P_MRF – “Pesce scheletrato al tramonto”* *Opera*: pittura materica su supporto rigido con inserto di *scheletro organico di pesce sigillato* e lamina di alluminio riciclato, impasto denso di colore, firma “chiriac”. *Descrizione*: paesaggio marino al tramonto. In primo piano un pesce metà vivo, metà scheletro. La parte scheletrica non è dipinta: è uno scheletro organico reale, trattato e sigillato dentro la materia pittorica. *Applicazione del Decocomposizionismo con lettura alchimista*: 1. Decomposizione / Nigredo: lo scheletro organico ha già subito la morte biologica. Viene estratto dal ciclo naturale e perde la sua funzione di struttura vivente. 2. Ricostruzione / Albedo: il materiale viene purificato, sigillato e ricomposto dentro la materia pittorica. Resta visibile come memoria organica. 3. Composizione / Rubedo: il gesto pittorico e la sigillatura fissano l'energia temporale. Lo scheletro diventa “pietra filosofale biologica”. *Significato chiave*: l'opera è una *capsula temporale biologica*. Il tempo biologico del pesce viene estratto, sigillato e consegnato al futuro dell'osservatore. *Valutazione P_MRF*: - M – Materia: 9/10. Presenza di materia organica reale + materiale riciclato. Massima densità temporale. - R – Distribuzione: 7/10. La struttura compositiva mette lo scheletro al centro come fulcro temporale. -FA – Forza espressiva: 9/10. Contrasto vita/morte, colore denso, gesto deciso. *P_MRF = 9 x 7 x 9 = 567* Risultato: opera ad altissima densità espressiva. Il modello conferma la capacità di anticipare una narrazione futura a partire dal tempo contenuto nella materia organica e industriale di scarto. *5.5 Analisi di un'opera naif con P_MRF – “Scheda manifesto e opere naif”* *Opera*: scheda di presentazione con due dipinti naif e testo esplicativo. Autore: Adrian Chiriac, nato il 19/11/1980 a Piatra Neamț, Romania. *Descrizione*: - In alto: paesaggio urbano con edifici, alberi, antenne. Tratto naif, colori piatti, narrazione popolare. - In basso: interno di auto con gatto, occhiali, figura umana. Texture materica leggera, composizione immediata. - Testo: definisce il metodo come “equilibrio tra passione e sogni”, “naif narrazione popolare di storie e dei fatti”, “pittura materica riciclabile stile futuristico”. *Valutazione P_MRF*: - M – Materia: 5/10. Uso di materiali misti, trasformazione limitata. - R – Distribuzione: 4/10. Composizione semplice, didascalica. -FA – Forza espressiva: 6/10. Energia onirica e narrativa presente, legata al presente emotivo. *P_MRF = 5 x 4 x 6 = 120* Risultato: opera a bassa densità espressiva. Si tratta di comunicazione immediata, legata alla narrazione popolare e all'identità dell'artista. Questa scheda funziona come documento metodologico e autobiografico. *5.6 Pittoscultura Tridimensionale con Funzione Galleggiante “Essenza”* *Definizione* La _pittoscultura_ è l'estensione tridimensionale della pittura materico-riciclabile. Non è scultura tradizionale né installazione: è pittura che esce dal piano, mantiene il rapporto con il colore e la materia, e acquisisce una funzione operativa nello spazio reale. La serie *“Essenza”* applica questo principio a oggetti con funzione galleggiante. *Obiettivo* Trasformare lo scarto in oggetto attivo che conserva il tempo e interagisce con l'ambiente acquatico. La galleggiabilità non è decorativa: è il dispositivo che permette all'operazione di spostamento, di raccolta materia, di cambiare posizione e luce nel tempo. L'opera non è fissa, è in viaggio. *Principio operativo* Si applica la Triade Decocomposizionismo in 3D: 1. *Decomposizione*: recupero di materiali leggeri e resistenti allo scarto: sughero, plastica HDPE, legno di recupero, polistirene trattato, camere d'aria. Ogni elemento conserva la memoria del suo uso precedente. 2. *Ricostruzione*: assemblaggio a scafo oa modulo modulare. La forma deve garantire galleggiamento stabile e baricentro basso. L'interno può contenere cavità sigillate con materia organica o documenti. 3. *Composizione*: rivestimento con impasto materico, pigmenti naturali e resine non tossiche. Il gesto pittorico segue la curvatura della forma, rendendo l'oggetto leggibile anche a distanza e in movimento sull'acqua. *Rapporto con il modello P_MRF* Il P_MRF si estende alla terza dimensione senza cambiare formula: - *M – Materia*: peso specifico, resistenza all'acqua, grado di trasformazione. Un materiale organico sigillato all'interno di un modulo galleggiante ha M=9/10. - *R – Distribuzione*: distribuzione dei volumi e delle masse per garantire stabilità. Un'opera che si rovescia perde R. - *F – Forza espressiva*: impatto visivo in ambiente naturale, contrasto con l'acqua, gioco di luce e riflessi. L'illuminazione naturale diventa parte dell'opera. Esempio: un modulo “Essenza” con anima in sughero, rivestimento in impasto con frammenti ossei sigillati, superficie trattata con ossidi, ottiene P_MRF = 8 x 7 x 8 = 448. È un'opera a media-alta densità temporale con funzione attiva. *Funzione “galleggiante”* La funzione non è utilitaria. Il galleggiamento serve a: 1. *Esportazione*: l'opera viaggia su acqua, fiume, mare, lago. Porta materia da un territorio all'altro senza trasporto logistico tradizionale. 2. *Cattura*: durante il percorso raccoglie detriti, polline, sedimenti. Diventa archivio dinamico del luogo che attraversa. 3. *Tempo esposto*: l'acqua, il sole, il sale modificano l'opera nel tempo. L'opera documenta il tempo atmosferico e ambientale, non solo quello umano. *Rapporto con l'essenza del metodo* “Essenza” è il nome perché l'opera riduce la materia al suo nucleo temporale e la rende mobile. Non rappresenta il viaggio: lo compie. Non parla di memoria: la trasporta. *Limiti e sicurezza* 1. Materiali trattati per evitare rilascio di sostanze inquinanti. 2. Peso e dimensioni compatibili con il corpo idrico. 3. Documentazione fotografica e GPS del percorso per tracciare il viaggio dell'opera. *Prospettiva* La pittoscultura galleggiante apre alla serie “Rotte Essenza”: opere lanciate in punti diversi che si ritrovano, si scontrano, si modificano una vicenda. L'esito non è controllabile dall'artista. È il tempo e l'ambiente a completare l'opera. *5.7 Triade Decocomposizionismo: il principio operativo* Il Decocomposizionismo regola il passaggio della materia dallo stato residuo alla forma espressiva. Senza decomposizione non c'è materia significativa. Senza Ricostruzione non c'è struttura. Senza composizione non c'è trasferimento di energia. È il metodo con cui l'artista estrae il tempo dalla materia, industriale o organica, e la consegna al futuro. *CAPITOLO 6 – CONCLUSIONI E PROSPETTIVE* *6.1 Conclusioni* La pittura materico-riciclabile in stile futuristico trasforma lo scarto in dispositivo di estrazione e trasferimento di energia espressiva nel tempo. Il processo è regolato dalla Triade Decocomposizionismo e misurabile attraverso il modello P_MRF. L'innovazione principale è l'uso della *materia organica sigillata come capsula temporale biologica*. L'opera non conserva solo memoria industriale, ma memoria biologica. In questo senso l'artista assume il ruolo del demiurgo: non creatore dal nulla, ma artigiano che ordina la materia scartata dei popoli e la consegna al futuro come memoria condensata. Un alto valore di P_MRF indica capacità di anticipare processi futuri; un valore basso indica comunicazione immediata legata al presente. *6.2 Prospettive future* 1. *Applicativa*: uso del modello P_MRF e della Triade Decocomposizionismo in ambito didattico e valutativo, come strumento per leggere e confrontare opere materiche. 2. *Esportiva*: trasferimento di materia tra territori tramite l'opera come viaggio mentale e fisico. L'opera diventa veicolo di memoria collettiva. 3. *Biologica*: sviluppo di tecniche di conservazione e sigillatura di materia organica per opere a lungo termine, con protocolli di trattamento non inquinanti. 4. *Teorica*: estensione del metodo a scultura, installazione e land art, per verificare la tenuta del Decocomposizionismo in linguaggi diversi. 5. *Tridimensionale*: sviluppo della serie “Essenza” di pittoscultura con funzione galleggiante. Le opere escono dal piano, interagiscono con ambienti acquatici, si spostano, raccolgono materia e documentano il tempo ambientale. L'opera non rappresenta il viaggio: lo compie. La pratica si propone come costruzione materiale e temporale dell'essenza umana, capace di passare dal piano alla tridimensionalità senza perdere la sua funzione di capsula temporale. *BIBLIOGRAFIA* Barad, K. (2007). _Incontrare l'universo a metà strada: fisica quantistica e intreccio di materia e significato_. Stampa della Duke University. Bennett, J. (2010). _Materia vibrante: un'ecologia politica delle cose_. Stampa della Duke University. Boccioni, U. (1914). _Pittura scultura futurista: Dinamismo plastico_. Edizioni Futuriste di Poesia. De Maria, L. (a cura di). (1973). _Marinetti e il futurismo_. Arnoldo Mondadori Editore. Duchamp, M. (1957). _L'atto creativo_. In _Notizie d'arte_, 56(4), 28–29. Ghilardi, M. (2018). _Arte povera: Storia e protagonisti_. Libri postmediali. Gombrich, EH (1995). _La storia dell'arte_ (16ª ed.). Phaidon Press. Ingold, T. (2013). _Making: Antropologia, Archeologia, Arte e Architettura_. Routledge. Jung, CG (1968). _Psicologia e alchimia_ (trad. di RFC Hull). Stampa dell'Università di Princeton. Merleau-Ponty, M. (1964). _Occhio e mente_ (trad. di C. Dallery). In JM Edie (a cura di), _Il primato della percezione_ (pp. 159–190). Stampa della Northwestern University. Platone. (2008). _Timeo_ (trad. di DJ Zeyl). Tzara, T. (1918). _Manifesto Dada 1918_. Zurigo.

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2026-05-31
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