Eco‑ansia e sintomi depressivi nella popolazione vegana: revisione sistematica e meta‑analisi di sensibilità per livello di reddito nazionale
收藏资源简介:
Obiettivi Verificare se l’adesione a diete plant‑based sia associata a variazioni dei sintomi di ansia e depressione negli adulti, confrontando i risultati tra Paesi ad alto reddito (HIC) e medio‑basso reddito (LMIC) e individuando i possibili meccanismi biologici e psicosociali sottostanti. Disegno Revisione sistematica preregistrata (PROSPERO CRD420251120303) condotta secondo le linee guida PRISMA 2020. Setting e partecipanti Sono stati analizzati ventotto studi pubblicati tra il 2015 e il 2024: sei meta‑analisi (> 250 000 partecipanti), undici studi osservazionali (35 742 soggetti) e undici studi qualitativi (823 intervistati), riguardanti popolazioni adulte (≥ 18 anni) residenti in HIC e LMIC. Principali misure di outcome Livelli di ansia e depressione valutati con scale validate (PHQ‑9, GAD‑7, BDI‑II) o interviste cliniche; prevalenza o incidenza di sintomi ansioso‑depressivi; indicatori di rischio (odds ratio, hazard ratio, prevalence ratio) con intervalli di confidenza al 95 %. Risultati Nei Paesi ad alto reddito i punteggi di ansia e depressione risultano in genere sovrapponibili tra vegetariani/vegani e onnivori; le differenze emergono solo in sottogruppi vulnerabili (post‑parto, anziani multimorbidi). Nei LMIC la restrizione involontaria di alimenti animali si associa a carenze di vitamina B12 e ferro, insicurezza alimentare e aumento moderato dei sintomi depressivi (PR fino a 4,1). Un follow‑up triennale multicentrico (HR 1,20; IC 95 % 1,01–1,43) evidenzia che tale rischio si accumula nel tempo se i deficit nutrizionali persistono. Un trial clinico di supplementazione con vitamina B12 non ha modificato in modo significativo i punteggi depressivi. Le analisi qualitative indicano maggiore benessere soggettivo in chi adotta la dieta per motivazioni etiche, mentre scelte estetiche o costrizioni economiche si associano a maggiore distress. Conclusione L’effetto psicologico delle diete plant‑based dipende dall’adeguatezza nutrizionale e dal contesto socio‑economico: nei HIC, se ben bilanciate, risultano neutre o favorevoli; nei LMIC possono rappresentare un fattore di vulnerabilità. Sono necessari programmi di fortificazione e accesso a integratori nei LMIC e monitoraggi mirati dei micronutrienti nei gruppi a rischio nei HIC



